MEDAGLIA CENTENARIO DELL’ISTITUTO TECNICO CARLO CATTANEO IN MILANO 1952 incisore Luigi Seregni, coniata ditta Johnson, medaglia in bronzo, diametro 40 mm, peso 26.3 gr, condizioni splendide


Dritto: CARLO CATTANEO

testa a dx

sotto: L. SEREGNI F.

in basso: JOHNSON

Verso: nel campo: CENTENARIO DELL'ISTITUTO TECNICO CARLO CATTANEO IN MILANO 1852 - 1952


Luigi Seregni

attivo Lombardia, 1848/1872

Medaglista, incisore, ha lavorato alla Zecca di Venezia dal 1849 al 1864 ed in seguito a Milano. La sua produzione è legata in modo particolare alle figure del Risorgimento.

JOHNSON Profilo storico

Le origini della società risalgono al terzo decennio dell'Ottocento, quando l'inglese Giacomo Johnson impiantò nell'attuale area di corso Venezia un laboratorio nel quale venivano realizzati bottoni e stemmi in metallo stampato. Alla morte del fondatore l'attività venne proseguita dal figlio Stefano che dette maggiore impulso alla produzione di medaglie e contemporaneamente modificò la ragione sociale in "Stefano Johnson - Fabbrica di medaglie".

Nel 1860, dopo che l'impianto si era trasferita nello Stradone di S. Angelo, la sede venne trasferita in corso di Porta Nuova n. 15. Negli anni seguenti la produzione di medaglie continuò ad incontrare i favori di un pubblico composto da associazioni, enti pubblici e privati, ordini religiosi ed esponenti delle nobili casate ambrosiane. Nel 1880 alla scomparsa di Stefano, suo figlio Federico - entrato nella ditta quattro anni prima - prese in mano le redini dell'impresa, ponendo in essere una politica di consolidamento e di trasformazione che avrebbe impresso una svolta all'intero complesso aziendale. In particolare procedette all'acquisto degli stampi della Zecca di Milano (cessata nel 1878) e iniziò un lungo processo di ammodernamento dei macchinari che si sarebbe concluso nel 1911 con l'inaugurazione di un nuovo stabilimento. A quella data anche la produzione si era via via orientata verso medaglie commemorative di fatti d'armi e di uomini illustri impegnati nello sviluppo industriale e nella gestione pubblica, a cui si univa l'inaugurazione di una fonderia artistica per opere di grandi dimensioni e quella di un grande salone adibito a museo presso la sede dello stabilimento. Con lo scoppio del primo conflitto mondiale e in seguito alle numerose commesse statali, la produzione si concentrò ulteriormente sui fatti militari per poi essere costretta ad assecondare il gusto imperante durante il periodo fascista. Nell'agosto del 1943 l'impianto sociale subì danni ingenti provocati dai bombardamenti, che costrinsero Stefano Johnson, figlio di Federico, ad interrompere quasi totalmente l'attività per un triennio.

Negli anni seguenti, Cesare, figlio di Stefano, provvide a riavviare l'impresa; nel 1949 la sede venne stabilita in piazza S. Angelo n. 1, nel 1958 venne aperto il nuovo impianto di Baranzate di Bollate, alle porte di Milano. Nei decenni seguenti l'attività della società è proseguita nel rispetto di una tradizione che ha sempre visto l'azienda confrontarsi con i migliori artisti del settore e questo in parallelo alla costante ricerca delle soluzioni tecniche più all'avanguardia.